Chi è quest'uomo così osannato?
Senza il diritto al lavoro la persona perde la sua dignità.
Stefano Rodotà nasce a Cosenza il 30 maggio 1933 (2015-1933= 82 anni). La famiglia è originaria di San Benedetto Ullano. Tra i suoi antenati si annoverano vari studiosi e religiosi. La sua famiglia fa parte della minoranza arbëreshë (conosciuti come gli albanesi d'Italia). Il padre era un insegnante di matematica. Fratello maggiore di Antonio Rodotà (1935-2006).
Nella sua infanzia a Cosenza, città che vide lo scioglimento del Partito d'Azione, passano spesso personaggi come Ugo La Malfa e Riccardo Lombardi.
Ha studiato al Liceo Classico Bernardino Telesio e quindi si iscrive all'università 'La Sapiena' di Roma, laureandosi a 22 anni nel 1955 in giurisprudenza, discutendo la tesi con il noto giurista Emilio Betti e allievo di Rosario Nicolò.
Fin da subito dimostrò tutta la sua passione per il diritto, con le sue prime pubblicazioni come:
- Il diritto privato nella società moderna
- Il controllo sociale delle attività private.
- Il problema della responsabilità civile
- Le fonti di integrazione del contratto
Il diritto è un apparato simbolico che struttura un'organizzazione sociale anche quando si sa che alcune sue norme sono destinate a rimanere inapplicate. [La vita e le regole ]
Da subito si è messo a insegnare diritto civile nelle università sia italiane che straniere, come a Macerata, Genova e La Sapienza di Roma
La conoscenza è la via non solo per acquisire valore aggiunto sul mercato, è in primo luogo la libera costruzione della personalità di ciascuno di noi.
Iniziò in politica iscrivendosi prima nel Partito Radicale di Marco Pannella e poi arrivò al parlamento come Deputato indipendente del PCI, rieletto poi nel 1983 e nel 1987, entrando nella commissione Affari Costituzionali nel 1979 e nel 1983.
Fece parte della commissione parlamentare volta ad indagare sul caso di rapimento e omicidio di Aldo Moro.
Nel 1987 viene nominato Ministro della Giustizia, presidente del Partito Democratico della Sinistra dal 1989 al 1994. Diventa Primo Ministro del Governo Ombra di Occhetto. Per le elezioni del Capo dello Stato del '92, presiede l'ultima seduta in sostituzione del Presidente della Camera Oscar Luigi Scalfaro candidato al Quirinale.
Dal '94 abbandona la politica attiva tornando all'attività accademica.
Nel 1994 ho deciso di non candidarmi più. Con l'avanzare del degrado culturale ho maturato un distacco non dalla politica, perché ho continuata a farla in tutti i modi possibili, ma dai partiti. Di fronte all'involuzione dei partiti, non c'era solo l'antipolitica ma un'altra politica che andava riconosciuta. Nasce da qui la mia attenzione verso i movimenti. Tra la seconda parte del 2010 e la prima del 2011 hanno avuto anche vittorie significative: la legge bavaglio è stata bloccata, poi i successi alle elezioni amministrative del 2011 e la vittoria nei referendum. Tutto questo è il risultato di qualcosa che io chiamo "altra politica". [Left.it]
Dal 1997 al 2005 dirige l'autorità del Garante per la Protezione dei dati personali. C'è chi lo definisce il padre del pensiero che ha dato origine al concetto di Privacy all'italiana. In questo periodo alternate l'attività di Garante a quella di accademico e a interventi politici vari.
Ha partecipato al gruppo europeo per l'etica delle scienze e delle nuove tecnoligie, è tra gli autori della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea.
E' stato tra i più accese oppositori del ddl Bavaglio proposto dal Governo Berlusconi; ebbe uno duro sconto anche sul caso di Eluana Englaro. Nel 2013 firma l'appello di MicroMega per l'ineleggibilità di Berlusconi.
Nel 2013 arriva terzo alle quirinarie, una consulatazione politica online tra tutti gli iscritti all'interno del Movimento 5 Stelle. Ma la rinuncia di Gino Strada e di Milena Gabanelli portano il suo nome come candidato. Per le elezioni a Presidente della Repubblica Italiana arriva ad ottenere 250 voti, (240 voti al primo; 230 al secondo; 250 al terzo; 213 al quarto; 210 al quinto; 217 al sesto). Pur essendo un uomo di sinistra il PD non appoggiò la sua candidatura, anzi interpellò più volte la figlia Maria Laura per farlo desistere dal Colle..
Non pensavo di essere eletto a Presidente della Repubblica, ma quella candidatura era per cercare una maggioranza diversa dalle larghe intese che sarebbero state disastrose.
La mia opinione è che siamo alla fine di un ciclo. Un progetto cominciato con Monti e poi con Letta, le larghe intese, non ha dato i suoi frutti. Sul logoramento di questa formula non si spende una parola. Non basta un’aggressione personale. Servono una valutazione politica e un nuovo progetto.
E' una delle voci più critiche della legge elettorale Italicum proposta dal Governo Renzi, definendola una ''Svolta Autoritaria''.
L’Europa era stata presentata come un valore aggiunto, poi i governi che si sono alternati l’hanno sempre descritta come la matrigna che chiede sacrifici. Immagino una campagna elettorale che abbiamo come slogan: dobbiamo riscrivere la costituzione europea.
La salute non è più soltanto, ce lo dice l'Organizzazione Mondiale della Sanità, assenza di malattia, ma pienezza del vivere nel senso che è ciò che ci appartiene dal punto di vista fisico, psichico e sociale.
Vi è qualcosa di curiosamente noioso nella felicità altrui: quel che comunica non può generare compassione. [La vita e le regole ]
Se noi passiamo dal governo della legge al governo degli uomini (e questo non era Stalin, era Platone, per essere chiari), noi distruggiamo il fondamento della democrazia.

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