mercoledì 27 novembre 2013

Rivoluzione Russa: la zarina Guarnieri cacciata dai Soviet ingauni

11 consiglieri comunali hanno firmato in massa le dimissioni. La legge impone che se la maggioranza del consiglio comunale si dimette insieme, allora tutto il consiglio decade e si ritorna al voto. Non facile. I tre della maggioranza che hanno 'tradito' la sempre verde giunta sono l'ex-leghista Silvio Cangialosi, il nuovo arrivato, Antonino Maccarone ed il veterano Gianni Pollio.

Dalle prime indiscrezioni sembra che i capitani del popolo, armati delle loro rosse penne siano entrati nel Reale Palazzo Comunale, ed il foglio con le 11 penne in calce è stato mostrato ai plenipotenziari statali, che non potendo fare altro, hanno dovuto dichiarare l'abdicazione della Zarina Verde. Si attendono gli squadroni dei soviet perché portino gli oramai senza potere nelle segrete del palazzo d'inverno. Chissà se le decorazioni natalizie messe così in largo anticipo siano state un segno, ma sopratutto se il panettone lo avevano già iniziato a mangiare o meno?! 

Lo stupore percorre le vie della città dalle mille torri, ormai da anni in guerra civile, per ultima la costruzione dei forni, già promessi anni fa. 

Urla nelle stanze dei palazzi, fuori dal coro una voce: dov'è finita la carta igienica? E' sempre lui... Sembra che dalla verde finestra si sia per un secondo visto un fantasma urlare: fuori il palo e fuori la corda. Per poi sparire. Solo la matriarca di casa alla voce della caduta politica ha risposto: speriamo non si sia fatta troppo male.

In tutti gli angoli dell'infinita piana arriva il proclama dei Soviet ingauni che recita:

Un 25 aprile anticipato questo di oggi ad Albenga. La città finalmente liberata da una pressa soffocante rappresentata dall’arroganza dell’amministrazione Guarnieri. Mai si era registrato ad Albenga un clima velenoso come quello di questi tre anni. Associazioni di categoria, cittadini e anche gli stessi consiglieri comunali vessati continuamente da un ‘sindaco e i suoi bravi’ che ogni qualvolta rilevavano dissenso anziché confrontarsi democraticamente si rifugiavano nell’insulto personale. Un’incapacità totale nel gestire i rapporti e nell’amministrare la città che l’hanno ridotta a fanalino di coda nel comprensorio e con una miriade di problemi irrisolti.
Tre anni passati all’insegna della sagra della porchetta e delle banalità che hanno svilito la propensione culturale della città. Un fallimento totale su tutti i temi che si percepisce ovunque. Non ultimo, l’ostinazione nell’iscrivere all’ordine del giorno del consiglio comunale convocato al 29 settembre, la proposta di modificare i cimiteri per aprire la strada alla realizzazione dell’ara crematoria in spregio a tutte le critiche e contrarietà emerse. La città che ci lascia la fallimentare giunta Guarnieri è sporca, disordinata, insicura e precaria sotto il profilo della sua propensione alla crescita economica. Oggi, finalmente, si è scritto la parola fine a questa brutta esperienza.

Diciamolo però, cadere nello stesso giorno in cui potrebbe cadere Silvio Berlusconi è una cosa importante. Di sicuro non da poco. 

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