mercoledì 22 maggio 2013

23 Maggio 2013... Mafia: vaffanculo!

Sono passati diversi anni da quando la fortuna o il caso mi ha dato la possibilità di andare a Palermo a testimoniare che anche in Liguria c'è la mafia ma soprattutto che c'è la voglia di eliminarla. Io, come altre migliaia di studenti da tutta Italia, siamo stati per diversi giorni a portare questa testimonianza, raccontando cos'è la mafia, come si percepisce, cosa vuol dire lottare per la legalità. Un'esperienza unica che ha avuto un apice: durante una cena, abbiamo avuto la fortuna di conoscere direttamente Maria Falcone che si sedette al nostro tavolo per mangiare un boccone. Durante questo breve incontro uscì la domanda ''Che cos'è la mafia?'' Ci raccontò come tanti anni prima la stessa domanda venisse posta dal fratello Giovanni, al capomafia Tommaso Buscetta. Questo gli rispose che è facile capire la mafia, che quando c'è un posto pubblico, e si presentano in tre, uno con anni di esperienza, uno con le giuste capacità ed un imbecille, e vince quest'ultimo, lì la mafia ha vinto.
Ho pensato per tanti anni a queste parole, che mi hanno fatto riflettere molto. Ogni volta che si entra in un posto pubblico, e parliamo con persone che dovrebbero lavorare per la comunità, siano essi impiegati o politici, e ci rendiamo conto che stiamo parlando con un imbecille, allora qualcosa è andato storto, allora anche lì la mafia ha vinto... 
La statua di Giovanni Falcone nella sede del FBI  
 
Un altro fatto che mi ha fatto riflettere è stata una scuola napoletana che raccontava il successo di Giovanni Falcone: a Quantico nel quartiere generale della scuola del FBI, è presente una statua di Falcone, circondata da panchine, messa lì dal direttore dell'agenzia Louis Freeh che non ha voluto ricordare un grande uomo, ma ha voluto che coloro che dovranno difendere gli Stati Uniti,  sedendosi e guardando la statua, prendano esempio da Falcone che è stato la personificazione del senso dello Stato.


Giovedì 23 maggio, anche nella così distante ma vicinissima Albenga è stato organizzato un evento  per ricordare, per dimostrare che le idee di Falcone e Borsellino camminano sulle nostre gambe.

Il silenzio è mafia! «È con questa convinzione  che abbiamo deciso di organizzare insieme ai ragazzi del liceo Giordano Bruno di Albenga una manifestazione per ricordare, 21 anni dopo la strage di Capaci, la figura del Giudice Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e degli agenti della loro scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, uccisi dalla mafia il 23 maggio 1992 nella strage di Capaci».
A più di venti anni dalla strage di Capaci e da quella di via d’Amelio oggi come allora è un dovere morale di ciascuno di noi mantenere alta l’attenzione, ricordare questi uomini, magistrati, poliziotti, carabinieri, servitori fedeli dello Stato che con altissimo senso dell’onore e del coraggio hanno sacrificato la loro vita per un ideale di giustizia e libertà. “Loro” si, veri eroi, dai quali imparare e dai quali prendere continuamente ispirazione. Senza paura. Senza dimenticarli mai. Ricordando continuamente a chiunque chi erano e perché sono morti e che anche se loro non sono più tra noi le loro idee non moriranno mai e il loro sacrificio non sarà stato vano. In nome di questo principio invitiamo tutti i cittadini ingauni e non a partecipare numerosi a questa manifestazione.

La manifestazione, in programma per domani giovedì 23 maggio, prenderà il via alle ore 17,20 all’ingresso principale del centro storico di Albenga, da dove un corteo si muoverà in direzione di piazza IV Novembre, attraversando via Enrico d’Aste, giungendo così simbolicamente al cuore della nostra città. La manifestazione, proseguirà quindi con una serie di interventi che celebreranno la memoria delle vittime di quella strage.

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