Ovvero
l'esilio forzato del Vicerè Zarino
Ben tornato, Fedele Lettore, sulle pagine di quella vecchia e lunga storia che vede un povero scienziato con “Tre Nomi” alle prese con la furia zarina.
Ricordate come finì
per lui l’udienza davanti al Tribunale Padano?
Era stato condannato, 'porello, al taglione del testone.
La sentenza, emessa con le “gride” della Zarina, lo aveva riconosciuto colpevole di aver rivelato pubblicamente il bassissimo consenso popolare di cui godeva Sua Maestà.
Ebbene, terminata l’udienza, lo sventurato era in preda al panico più totale, era certo, oramai, di una cosa soltanto: la morte per decapitazione.
Soleva, infatti, la Monarca, tagliare la testa ai dissidenti la Verde Insegna, durante i vespri specialmente, così da far comprendere al popolo qual’era la cura per il pestilenziale virus del “disobbedire”.
A riguardo, famosissima la storiella ingauna che vuole La Monarca, ogni mattina, durante la toilette, canticchiare l’amatissima strofa da Lei (personalmente) composta:
“decapitaziooone vespertina, tamquam medicina”.
(trad. ita. Una decapitazione alla sera, è come una medicina)
Ma torniamo a noi!
Improvvisamente nell’aula del Tribunale, mentre le guardie scortavano il povero scienziato con “tre nomi” al patibolo, un uomo prendeva la parola per difenderlo .
Il malcapitato era ben pasciuto, dall’aspetto alquanto “borghesotto” per la nobiltà padana, non particolarmente alto, né significatamente basso e con una capigliatura brizzolata color bronzo; portava la camicia per metà aperta ed aveva stampato sul quel magnifico volto un grande sorriso, quasi irriverente per gli inquisitori padani.
Quell’uomo era, M.V., il nuovo Vice-re della Zarina.
....
(il nome completo è coperto dal Segreto Imperiale).
La sentenza, emessa con le “gride” della Zarina, lo aveva riconosciuto colpevole di aver rivelato pubblicamente il bassissimo consenso popolare di cui godeva Sua Maestà.
Ebbene, terminata l’udienza, lo sventurato era in preda al panico più totale, era certo, oramai, di una cosa soltanto: la morte per decapitazione.
Soleva, infatti, la Monarca, tagliare la testa ai dissidenti la Verde Insegna, durante i vespri specialmente, così da far comprendere al popolo qual’era la cura per il pestilenziale virus del “disobbedire”.
A riguardo, famosissima la storiella ingauna che vuole La Monarca, ogni mattina, durante la toilette, canticchiare l’amatissima strofa da Lei (personalmente) composta:
“decapitaziooone vespertina, tamquam medicina”.
(trad. ita. Una decapitazione alla sera, è come una medicina)
Ma torniamo a noi!
Improvvisamente nell’aula del Tribunale, mentre le guardie scortavano il povero scienziato con “tre nomi” al patibolo, un uomo prendeva la parola per difenderlo .
Il malcapitato era ben pasciuto, dall’aspetto alquanto “borghesotto” per la nobiltà padana, non particolarmente alto, né significatamente basso e con una capigliatura brizzolata color bronzo; portava la camicia per metà aperta ed aveva stampato sul quel magnifico volto un grande sorriso, quasi irriverente per gli inquisitori padani.
Quell’uomo era, M.V., il nuovo Vice-re della Zarina.
....
(il nome completo è coperto dal Segreto Imperiale).
A veder il proprio “Vice”
appoggiare quello scocciatore di Scienziato, la Verdissima Maestà iniziò la sua
scalata verso l’escandescenza.
“Tu,
quoque, M.V., fili mi” ringhiò la Zarina.
Il coraggioso
difensore cercò inutilmente di convincere la Verdissima dell’innocenza dell’uomo
con “tre nomi”, ma invano.
“ Maestà,
non vedo in questo povero scienziato nessuna colpa –continuava a ripeterLe –
fategli
la grazia e lasciatelo andare a casa”.
“Per aver difeso quest’uomo, caro mio Vice-re,
ti mando in esilio nel più profondo Sud e Ti faccio sostituire dal mio scriba
di Corte, Eccellentissimo Von Chiange” urlò la Zarina del tutto fuori di sé.
Sentita tale condanna, il difensore
dello scienziato cominciò a supplicare:
“Mia
splendida adoratrice del dio Trota, Terrore
di tutti i “Terroni”, mio fulgido Raggio Verdissimo, Gran Guerriera contro Roma
Ladrona, Piana sconfinata di ogni Saggezza Padana, Baronessa di Pontida, Sorgente
da dove sgorga il Po, mia sola ed unica Sovrana illuminata dal Sole delle Alpi,
Coltivatrice delle Erbe più Verdi e Gran Ronda sopra tutte le Ronde, pietà di
me!! Non mi mandi Via”
Alle 22,00 circa
dello stesso giorno la testa dello scienziato veniva attaccata alla punta più
alta della Stella delle Alpi e il Vice-re accompagnato fuori dalla porta del
palazzo Zarino in direzione Sud.
Di Lui –ad oggi – non
si sa più nulla … Alcuni, tra gli anziani, si domandano che fine avrà fatto quel
malcapitato difensore dei deboli... Chissà, laggiù, nel profondo Sud, come se
la sia cavata.
Ma questa è un’altra storia,
che forse un giorno conoscerete anche Voi.


La vicenda è verosimile.Dubito però che la zarina proferisca parole in latino.......
RispondiEliminamaurino salvati fin che sei in tempo.
RispondiEliminaQuesti ti fanno finire sul ceppo davvero.
Siete delle merde!! Ihihihi
RispondiElimina