lunedì 8 ottobre 2012

La Rubrica del Conte Ellante

La Fine di un Malcapitato Difensore.
Ovvero l'esilio forzato del Vicerè Zarino

Ben tornato, Fedele Lettore, sulle pagine di quella vecchia e lunga storia che vede un povero scienziato con “Tre Nomi” alle prese con la furia zarina.
Ricordate come finì per lui l’udienza davanti al Tribunale Padano?
Era stato condannato, 'porello, al taglione del testone.
La sentenza, emessa con le “gride” della Zarina, lo aveva riconosciuto colpevole di aver rivelato pubblicamente il bassissimo consenso popolare di cui godeva Sua Maestà.
Ebbene, terminata l’udienza, lo sventurato era in preda al panico più totale, era certo, oramai, di una cosa soltanto: la morte per decapitazione.
Soleva, infatti, la Monarca, tagliare la testa ai dissidenti la Verde Insegna, durante i vespri specialmente, così da far comprendere al popolo qual’era la cura per il pestilenziale virus del “disobbedire”.
A riguardo, famosissima la storiella ingauna che vuole La Monarca, ogni mattina, durante la toilette, canticchiare l’amatissima strofa da Lei (personalmente) composta:
“decapitaziooone vespertina, tamquam medicina”.
(trad. ita. Una decapitazione alla sera, è come una medicina)
Ma torniamo a noi!
Improvvisamente nell’aula del Tribunale, mentre le guardie scortavano il povero scienziato con “tre nomi” al patibolo, un uomo prendeva la parola per difenderlo .
Il malcapitato  era  ben pasciuto, dall’aspetto alquanto “borghesotto” per la nobiltà padana, non particolarmente alto, né significatamente basso e con una capigliatura brizzolata color bronzo; portava la camicia per metà aperta ed aveva stampato sul quel magnifico volto un grande sorriso, quasi irriverente per gli inquisitori padani.
Quell’uomo era, M.V., il nuovo Vice-re della Zarina. 
....



           (il nome completo è coperto dal Segreto Imperiale).
A veder il proprio “Vice” appoggiare quello scocciatore di Scienziato, la Verdissima Maestà iniziò la sua scalata verso l’escandescenza.
Tu, quoque, M.V., fili mi” ringhiò la Zarina.
Il coraggioso difensore cercò inutilmente di convincere la Verdissima dell’innocenza dell’uomo con “tre nomi”, ma invano.
Maestà, non vedo in questo povero scienziato nessuna colpa –continuava a ripeterLe –  fategli la grazia e lasciatelo andare a casa”.
Per aver difeso quest’uomo, caro mio Vice-re, ti mando in esilio nel più profondo Sud e Ti faccio sostituire dal mio scriba di Corte, Eccellentissimo Von Chiange” urlò la Zarina del tutto fuori di sé.
Sentita tale condanna, il difensore dello scienziato cominciò a supplicare:

Mia splendida adoratrice del dio Trota,  Terrore di tutti i “Terroni”, mio fulgido Raggio Verdissimo, Gran Guerriera contro Roma Ladrona, Piana sconfinata di ogni Saggezza Padana, Baronessa di Pontida, Sorgente da dove sgorga il Po, mia sola ed unica Sovrana illuminata dal Sole delle Alpi, Coltivatrice delle Erbe più Verdi e Gran Ronda sopra tutte le Ronde, pietà di me!! Non mi mandi Via

Tutto è deciso” – disse la Monarca uscendo dal tribunale.

Alle 22,00 circa dello stesso giorno la testa dello scienziato veniva attaccata alla punta più alta della Stella delle Alpi e il Vice-re accompagnato fuori dalla porta del palazzo Zarino in direzione Sud. 

Di Lui –ad oggi – non si sa più nulla … Alcuni, tra gli anziani,  si domandano che fine avrà fatto quel malcapitato difensore dei deboli... Chissà, laggiù, nel profondo Sud, come se la sia cavata.
Ma questa è un’altra storia, che forse un giorno conoscerete anche Voi.

3 commenti:

  1. La vicenda è verosimile.Dubito però che la zarina proferisca parole in latino.......

    RispondiElimina
  2. maurino salvati fin che sei in tempo.
    Questi ti fanno finire sul ceppo davvero.

    RispondiElimina
  3. Siete delle merde!! Ihihihi

    RispondiElimina

Commenta pure, liberamente, scrivi quello che vuoi, nelle maniere più comuni ad una società civile: senza offendere nessuno, senza usare eccessive volgarità... se non sai come funzione clicca su 'Guida al commento' dove vedrai la spiegazione. Grazie da il carciofino!