mercoledì 3 ottobre 2012

Balestrino, il paese dove impalano i gatti!

Balestrino è un ridente paese su cui dal sedicesimo secolo domina il castello dei Marchesi Del Carretto. Subito al ridosso del castello c'è il vecchio borgo,  abbandonato da più di cinquant'anni per un presunto rischio franoso ma tutt'oggi bellissimo e intatto, tanto che esiste un progetto per il suo totale recupero e che persino Hollywood ha apprezzato come location. Infatti vi sono state girate molte scene del film"inkheart", oltre a una produzione italiana dal titolo "Terra Rossa". Come dimenticare le "risse" tra compaesani per accaparrarsi gli ambiti posti da comparsa e gli altrettanti ambiti 80 euro...

Nel XVIII secolo fu prima teatro di alcune scaramucce tra Austriaci e Truppe Napoleoniche  preludio alla celebre battaglia di Loano e poi vero e proprio campo di battaglia: se le suonarono di santa ragione le popolazioni locali e i francesi.
Tant'è che nel paese è sorto, sotto l'impulso dell'allora sindaco e attuale assessore ingauno Ubaldo Pastorino, un museo napoleonico.
Nell'Ottobre 1949 e per 138 successive volte sul Monte Croce, a  Caterina Richero, giovane figlia di pastori, apparve  la Madonna. In quel punto venne edificato un Santuario che oggi è diventato un'importantissima meta di turismo religioso, l'unico turismo che non conosce crisi. Il 5 di ogni mese, infatti, numerosi pullman arrivano da tutta Italia per celebrare l'apparizione.

Balestrino, inoltre, ha dato i natali a personaggi illustri come ad esempio il Generale di Corpo d'Armata dei Carabinieri Richero che alcuni anni fa' è stato anche presidente dell'Associazione Nazionale Carabinieri o come il Monsignor  Lino Panizza (fratello del molto meno illustre ex sindaco di Balestrino a cui, nelle passate elezioni, è proprio il caso di dire "ha fatto le scarpe", il nuovo sindaco Gabriella Ismarro) Vescovo di Carabayllo in Perù dove di recente è stato "esiliato" Don Fabio Bonifazio, vice parroco di Imperia accusato di violenza sessuale per aver palpeggiato una ragazza per strada a Loano.

Nonostante tutti questi e molti altri motivi più o meno nobili, la scorsa estate, Balestrino è diventato famoso per un altro avvenimento:  la crudele impalatura di un gatto.
Senza nulla togliere alla gravità del fatto ci è parso che la reazione e il dispiegamento dei mass media sia stato, per l'occasione, un po' eccessivo.  Probabilmente se la stessa sorte fosse toccata ad un cristiano non si sarebbe sollevato un tal polverone. Ogni giorno leggevamo almeno un trafiletto dedicato all'efferato assassinio. L'ENPA non perse tempo a scendere in campo accusando addirittura il Comune di essere inadempiente sulle norme di tutela degli animali. Per fortuna l'Arma dei Carabinieri, ormai di casa a Balestrino, svolse indagini serrate individuando in tempo record il presunto torturatore.  

Il cane del colpevole...
Ritengo sia troppo facile cavalcare l'onda dell'indignazione della gente su questioni di questo tipo e generalizzare colpendo nel mucchio. Si è trattato di un gesto malvagio, orrendo e compiuto da un singolo che va' punito ma non si può e non si deve infangare una comunità che di questo non ha responsabilità o un Comune che ha già, concedetemelo, le sue gatte da pelare...

1 commento:

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