sabato 29 settembre 2012

Borghetto, questa sconosciuta - Parte Prima

Quando al padre buonanima di un mio vecchio amico veniva chiesto se una cosa aveva valore lui era solito rispondere: "no è di merda, però ci dò una pennellata di giallo così sembra d'oro". Questa frase è un piccolo caleidoscopio che racchiude un pizzico di volgarità, ironia e una malcelata tristezza e calza a pennello per descrivere la situazione che troviamo nella ridente cittadina di Borghetto Sotto Spirito.  

La famigerata pista ciclabile che ha decretato l'esito delle passate elezioni, nonostante i roboanti proclami elettorali è rimasta al suo posto e dopo aver visto l'atterraggio, non troppo morbido, dell'equipaggio Moreno-Vacca non ha mai assistito al decollo della nuova giunta Gandolfo-Baucia. 

Da parte sua L'opposizione  pidiellina è divisa su due fronti: gli under 40 gozzovigliano al Bfly in compagnia dei più illustri colleghi loanesi organizzando geniali gare di limbo con gli ex rivali della lista civica  "Risolleviamo Borghetto" mentre i senior se le sono suonate di santa ragione trovando il loro capro espiatorio: Franco Malpangotto, rimpianto ex sindaco reo di aver remato contro. Strano che l'abbia fatto, visto che Santiago Vacca pare avere posto il veto sulla sua eventuale ricandidatura spalancando la strada (e la sconfitta) al giovane Moreno. 
L'ultimo dei Mohicani pare essere Giovanni Sanna  a cui nessuno ha comunicato che qualche mese fà una coalizione civica di centrosinistra ha vinto le elezioni. Lui continua, anzi ha iniziato dopo anni di pura riflessione, a fare opposizione dalle pagine di Trucioli....

Il Topo Tardo

2 commenti:

  1. Benvenuto ad una novità borghettina, penso che ci sia ben poco da sorridere dalla riviera di levante( rispetto a noi ), tra vecchio e nuovo non é cambiato niente, forse l'unica positiva é di non vedere il ghigno sulla faccia dello stratega onnipotente dell'ex sindaco, sempre pronto a saltare su nuove poltrone.

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  2. Io vivo a Borghetto e da quando è cambiata l'amministrazione tutto sembra essersi fermato. L'impressione è che la paura di sbagliare paralizzi i nuovi amministratori. Come si dice: chi non fà niente non sbaglia niente

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